Fantasy umoristico e umorismo cosmico: quando la fantasia fa ridere e pensare
- Maria Grazia Russo
- 22 gen
- Tempo di lettura: 6 min
Il fantasy umoristico rientra nella grande famiglia del romanzo fantasy ed è uno dei generi letterari più trasversali della narrativa fantastica. Spesso sottovalutato o confinato a una nicchia, in realtà è un territorio letterario vasto e capace di unire comicità, filosofia, critica sociale e worldbuilding.
All’interno del fantasy umoristico troviamo mondi popolati da maghi distratti, eroi riluttanti e divinità decisamente imperfette, dove la risata diventa uno strumento narrativo potente.
Accanto a questo filone troviamo l’umorismo cosmico, che nasce dal confronto tra l’essere umano e l’immensità dell’universo. Ridere, in questo caso, significa prendere atto di quanto sia effimera l’esistenza umana. La letteratura comica, del resto, da sempre è stata usata come uno strumento per poter divertire e far riflettere allo stesso tempo
Cos’è il fantasy umoristico e l'umorismo cosmico
Il fantasy umoristico o fantasy comedy è un sottogenere del fantasy che utilizza l’ironia come strumento narrativo centrale. Al suo interno si possono trovare tutti gli elementi tipici del fantasy, come mondi fantastici complessi, magie e creature soprannaturali, divinità, profezie ed eroi, ma tutto è filtrato attraverso l'ironia, il paradosso e la sovversione dei cliché.

Per cui troveremo:
· eroi riluttanti;
· profezie sbagliate;
· maghi stanchi;
· divinità incompetenti.
A differenza della parodia pura, il fantasy umoristico non deride il fantasy, bensì lo conosce e lo utilizza per raccontare storie che funzionano sia sul piano dell’intrattenimento che su quello della riflessione. Di solito è ambientato in mondi immaginari, ma nulla vieta che possa avere come sfondo il nostro mondo.
L’umorismo cosmico, invece, è una forma di comicità che nasce dalla consapevolezza che:
· l’universo è vasto e indifferente;
· l’essere umano è minuscolo e presuntuoso;
· il senso ultimo delle cose, se esiste, è probabilmente deludente.
In questo tipo di narrazione le divinità sono distratte o burocratiche, il destino è scritto male, le leggi

cosmiche non hanno empatia. L’umorismo cosmico non è nichilista in senso cupo, ma liberatorio: ridere dell’insensatezza dell’esistenza diventa un modo per sopravvivere ad essa.
La comicità nasce dal contrasto tra problemi minuscoli e scenari enormi: galassie, divinità, spazi infiniti e il tutto viene trattato con leggerezza filosofica.
Caratteristiche principali del fantasy umoristico
Tra le caratteristiche più evidenti del fantasy umoristico troviamo:
· ironia costante e raffinata;
· parodia degli archetipi fantasy;
· personaggi profondamente umani;
· critica sociale mascherata da comicità;
· linguaggio brillante e creativo.
L'umorismo fa parte della struttura dell'opera, ma non è fine a se stesso. L’ironia è integrata nel worldbuilding, nel narratore, nel linguaggio e nelle stesse regole del mondo.
L’occhio irriverente sul mondo non evita che via siano profondità tematiche sotto la comicità e che dietro alle risate si nascondono domande complesse:
che senso ha l’esistenza?
quanto controllo abbiamo sulla nostra vita?
cosa significa essere umani in un universo indifferente?
Scrivere fantasy umoristico richiede uno stile brillante e precisione narrativa, perché per essere efficaci occorre avere un grande controllo del ritmo, del linguaggio e dei tempi comici. È uno dei generi più complessi da padroneggiare, nonostante l’apparente leggerezza.
Le origini del fantasy umoristico: mito, ironia e divinità imperfette
Potremmo dire che le radici del fantasy umoristico sono antiche. Già nei miti classici greci e romani, le divinità appaiono capricciose, gelose, ridicole e contraddittorie. Zeus, Ermes, Dioniso incarnano una visione del divino tutt’altro che solenne. Questa rappresentazione introduce un’idea chiave dell’umorismo cosmico: il sacro non è necessariamente serio.

Nel Medioevo e nel Rinascimento, il fantastico si intreccia con il comico popolare e il grottesco. Autori come Boccaccio, Cervantes e Rabelais, considerati i pionieri del romanzo moderno, seppur con stili diversi, utilizzano la satira per raccontare la condizione umana e per mettere in discussione i valori e le istituzioni del loro tempo. Lo fanno attraverso mondi esagerati, assurdi, dove il fantastico diventa strumento di critica sociale.
Con Lewis Carroll e Alice nel Paese delle Meraviglie, il fantastico entra nell’era dell’assurdo logico. Le regole del mondo esistono, ma sono arbitrarie, mutevoli, incomprensibili. Questo approccio è fondamentale per lo sviluppo successivo del fantasy umoristico e dell’umorismo cosmico.
Ma dobbiamo aspettare la satira letteraria del Novecento, quando il fantasy diventa riconoscibile come genere, nasce anche la possibilità di giocarci sopra. Tra gli anni ’70 e ’90 il genere esplode grazie a scrittori che capiscono come la letteratura umoristica possa raccontare il mondo reale meglio di mille discorsi seri.
I grandi autori del fantasy umoristico e dell'umorismo cosmico
Lo scrittore Terry Pratchett (1948-2015) è il nome più rappresentativo del fantasy umoristico. La sua monumentale serie del Mondo Disco (Discworld), composta da ben 41 volumi, è un universo narrativo straordinario, sorretto da un’idea volutamente assurda: un mondo piatto poggiato su quattro elefanti, a loro volta su una tartaruga cosmica. Pratchett utilizza il fantasy per raccontare di politica, religione, morte, guerra, media e tecnologia, il tutto con uno stile brillante, ironico, e profondamente umano.
E per quelli che pensano, a torto, che si tratti di opere di nicchia, ricordiamo che Terry Pratchett è stato l’autore più venduto del Regno Unito negli anni '90, con oltre 85 milioni di copie tradotte in 37 lingue.
Altro caposaldo di questo genere letterario è stato sicuramente Douglas Adams (1952-2001) scrittore,

sceneggiatore e umorista inglese, autore del fortunatissimo Guida galattica per gli autostoppisti, che rappresenta l’essenza stessa dell’umorismo cosmico. In un universo dove il senso della vita è 42, la Terra è demolita per una tangenziale, e l’intelligenza è un optional, Adams mostra quanto l’universo sia indifferente, e quanto questo possa essere esilarante.
Anche in Italia abbiamo avuto degli esponenti importanti della letteratura umoristica tra questi citiamo: Italo Calvino e Stefano Benni. Italo Calvino si approccia a questo genere letterario con Le Cosmicomiche - pubblicate nel 1965 - racconti che uniscono scienza, mito e ironia per riflettere sull’origine dell’universo e sulla narrazione stessa.
Le opere di Stefano Benni (1947 – 2025) rappresentano l'eccellenza del fantasy umoristico italiano. La sua scrittura è un mix unico di realismo magico, invenzioni linguistiche e umorismo surreale, capace di creare mondi iperbolici che riflettono i paradossi della società contemporanea. Leggere Benni significa immergersi in una narrazione grottesca popolata da personaggi bizzarri, dove il gioco di parole e il pastiche stilistico diventano il marchio di fabbrica di un autore cult della letteratura contemporanea.
Nella bibliografia dell'autore, i titoli più famosi e iconici includono pietre miliari come Bar Sport (1976), capolavoro della comicità di provincia, e Terra! (1983), la sua celebre epopea fantascientifica. Fondamentali per il genere sono anche la raccolta Il bar sotto il mare (1987), il romanzo corale Elianto (1996) e l'avventura satirica La Compagnia dei Celestini (1992). Questi volumi hanno consacrato Benni come il principale esponente del romanzo satirico e fantastico in Italia.
La Fine dell’Altro Mondo è un fantasy contemporaneo brillante e fuori dagli schemi che mescola commedia ultraterrena, avventura e riflessioni filosofiche sul libero arbitrio.
In questo romanzo troverete tutte le caratteristiche che abbiamo esposto finora, non ci credete? Allora vi diamo un piccolo assaggio.
Un Aldilà perfetto.
Un Portale infallibile.
Un sistema impeccabile.
Sì, come no.
Leto, anima brillante e ribelle, ricorda tutte le sue vite passate. Il che sarebbe anche carino, se alcune di esse non decidessero di assediargli la mente sottoforma di fastidiose voci indesiderate.
Nel frattempo Akio, anima guida con un talento inquietante nel seguire sempre l’ideologia sbagliata, sta per cadere nell’ennesimo culto. A capo di tutto, un Triumvirato forse impegnato a prendersi un caffè alle macchinette, mentre l’equilibrio tra i due mondi va a rotoli.
Ti abbiamo incuriosito?
Noi di Spirito Libero amiamo l'ironia, quella scaltra e sagace che fa riflettere. Il fantasy umoristico e l’umorismo cosmico non sono generi minori, ma strumenti potenti per raccontare il mondo, l’essere umano e l’assurdità dell’esistenza. Attraverso mondi impossibili e divinità distratte, la letteratura umoristica e il comic fantasy ci ricordano che, forse, prendersi meno sul serio è il primo atto di saggezza.
E voi avete letto qualche romanzo che rientra in questi generi letterari? E cosa ne pensate?
Ditecelo nei commenti!
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